domenica 23 dicembre 2012

Fenomeno Kenny Random a Padova: riflessioni di Marketing

"Dalla street-art al guerrilla marketing": avrei potuto intitolarlo così questo post, e credo che si sarebbe perfettamente capito di chi andassi a parlare.

Chi abita a Padova ha imparato a conoscerlo passeggiando per la città, inizialmente incuriosito ed attratto da quei graffiti sui muri che si distinguevano per un tono di originalità e retorica protesta.
A chhi invece non ha ancora la benché minima idea sul soggetto di questo post, consiglio di dare una letta veloce a questo articolo per capire di chi andremo a parlare (evito di spiegarvelo io perché potrebbe essere alquanto imbarazzante).

Kenny Random dunque, artista di spiccata notorietà, è riuscito a creare una community attorno al proprio nome ed alle proprie opere di oltre 15k fan (fonte pagina Facebook), caratterizzati d una forte attività e passione attorno alle sue opere, tanto da contribuirne la continua ed epidermica crescita di notorietà.


Perché oggi ne parliamo? 
Non ho comprato nulla sul suo e-commerce online, sono rimasto molto spesso affascinato dalle opere incontrate tra le vie padovane (spesso mi fermavo a guardarle, cercando di dar loro un senso, senza conoscere l'autore, ma per pura attrazione verso il tratto, il segno molto distinguibile), ma di certo non mi reputo un super fan.

Fatto sta che in questi giorno ha lanciato un'idea di guerrilla marketing virale, originale e di rewarding verso la community.
In altri termini, una campagna per farsi conoscere e far parlare di sé che ha, al suo interno, tutti i canoni per essere definita una perfetta campagna di marketing moderno.

Vediamo perché.
L'iniziativa, che trovate ben raccontata su questo articolo de Il Mattino di Padova, è riassumibile dall'immagine comparsa sul suo sito internet da qualche settimana (questa sotto è quella della fanpage).



L'idea dunque è quella di mettere 32 sue tele in giro per Padova, e regalarle a chi per primo le trovi.
Il posto veniva mostrato in tempo reale tramite la fanpage di Facebook, facendo così mobilitare centinaia di fan che armati di bicicletta, monopattino, o con un buon paio di scarpe running hanno provato a raggiungere il posto (con fatica/fortuna) per primi, in modo da potersi aggiudicare una delle tanto attese tele.

Tanti like, commenti, ed innumerevole viralità del tutto. Tanta affluenza, pochi morti (scherzo) e tanta passione. Ma dal punto di vista markettaro, che lezione ricaviamo?

Strategia

Alla base di tutto c'era un piano, nulla è stato improvvisato. I luoghi, i momenti, tutto ben definito.

Focalizzazione Social Media

Le comunicazioni venivano date tramite la fanpage di Facebook, perfettamente in linea con il target giovane e smart appassionato dei propri dipinti (graffiti). Da lì ne è ritornato un aumento di fan che ovviamente è un ottimo ritorno di lungo periodo per nuove comunicazioni e per rimanere in contatto (vediamolo come una nuova forma di mailing list).

Rewarding alla Community

Premiare la propria community è uno degli aspetti che molto spesso ci si dimentica di fare e che invece rafforza il rapporto, crea fedeltà e genera passaparola. Sotto Natale poi..



Viralità

L'iniziativa originale e controcorrente ha scatenato la stampa, i blogger (me compreso) a parlare di questo fatto e della sua arte, con un innegabile ritorno di immagine.

Gamification

Una delle tendenze più forte degli ultimi anni (si pensi a Foursquare, ma anche a Zynga) è la gamification: generare un aspetto ludico per attività di marketing, che divertano il consumatore e lo rendano partecipe.

Ambiente / Turismo

Le posizioni delle tele (centro Padova) permettevano la loro rincorsa quasi esclusivamente con mezzi quali biciclette, monopattini, gambe, trattandosi di zone per la maggior parte ZTL.
Un modo dunque per far trascorrere un pomeriggio tra le vie del centro, insegnando a ritrovare il piacere della passeggiata, della scoperta, oltre ad un modo (seppur lato) di mostrare Padova da diverse angolazioni.

Spero di non essermi dimenticato niente, comunque sia, davvero un'iniziativa lodevole, quella di Andrea Coppo (è la vera identità di Kenny Random), ispirante e davvero originale.
Il successo è stato poi confermato dal numero di condivisioni, commenti e like messi in poche ore sulle foto pubblicate, oltre alla grande affluenza presso la città veneta, presa d'assalto da Random fan!






2 commenti:

cool never hide ha detto...

Ti lascio il link di questo articolo, per non dimenticare il vero significato di Kenny, che è quello di essere una favola moderna, farci riscoprire bambini e rallegrarci di poterci stupire ancora.
Secondo me il fenomeno marketing si rileva in seconda battuta.
Kenny è bello viverlo, incontrarlo quando meno te lo aspetti e far volare la fantasia.

http://www.vogue.it/uomo-vogue/news/2011/11/mostra-kenny-random

bel post
V.

Siro Descrovi ha detto...

È proprio vero, l'articolo di Fabiana Gilardi per Vogue racconta molto bene la poesia del poeta, nota che hai sottolineato anche te.

Dietro un'azione così però, era interessante capire cosa si poteva imparare come azione di marketing!

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