Le voci e le considerazioni che si apriranno nei diversi teatrini/salotti del dibattito italiano porteranno due orientamenti:
ci sarà chi tiene una cosa anormale, inconcepibile, dopo tutto ciò che lo Stato ha fatto (e dato) per la Fiat, un comportamento del genere é del tutto unfair (ingiusto/privo di etica). E può causare poi, un ritorno in termini di occupazione e di mercato del lavoro.
Dall'altra sponda invece, c'è chi fa notare che il mercato europeo e italiano ha segnato solo variazioni negativi negli ultimi anni, a favore di un andamento positivo del mercato americano, in aggiunta al fatto che il mercato dell'auto risulta saturo già da qualche anno in Europa, a differenza di altri paesi esteri.
Prendo questo spunto, non tanto per dilungarmi in un settore che non mi compete, ma per provare a riflettere su un comportamento tipico dell'Italia e degli italiani: ossia quello di un assistenzialismo diffuso che trascina i meno competitivi e poco premia il best performer o l'innovazione stessa.






